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domenica 14 gennaio 2018

Interviste welfare Maura Ruggeri , Vice Sindaco di Cremona, risponde ad alcune nostre domande

Abbiamo rivolto a Maura Ruggeri , Vice Sindaco di Cremona ,alcune domande rispetto alla gestione del suo assessorato. In particolare abbiamo chiesto quali sono state le principali attività svolte nello scorso anno, gli obiettivi del 2018 e come giudica i rapporti con l’opposizione.

venerdì 13 gennaio 2017

Permessi di lavoro retribuiti per assistenza e malattia

Come e quando richiedere permessi di lavoro anche prolungati e retribuiti per assistere un familiare affetto da grave infermità e per altri gravi motivi personali.
 
Il dipendente del  pubblico o del privato ha diritto a una serie di permessi di lavoro giustificati e di  periodi di assenza retribuiti o non, più o meno brevi. Di seguito, una panoramica completa per ciascun caso.
Permesso di 3 giorni
Il lavoratore ha diritto a 3 giorni di permesso retribuiti nel corso di un anno per motivi specifici come il decesso o grave infermità del coniuge (anche se legalmente separato) e del parente entro il secondo grado, anche se non convivente. Nel computo non rientrano le festività e i giorni non lavorativi. Sono cumulabili con i permessi concessi ai sensi della Legge 104. Possono essere utilizzati entro 7 giorni dall’evento che motiva la richiesta, ma se si può concordare la fruizione frazionata. Nel caso di decesso del coniuge o di un parente il lavoratore deve presentare una dichiarazione sostitutiva, mentre in caso di grave infermità la certificazione sanitaria di un medico del SSN, da presentare entro 5 giorni dal rientro al lavoro. Possono esserci anche motivi personali particolari (non specificati) che spingono il lavoratore a chiedere il permesso: si rimette alla discrezionalità del datore di lavoro valutarne le legittimità.
Permessi biennali 
I congedi biennali retribuiti sono stati disciplinati inizialmente dalla Legge n. 388/2000 che ha previsto questa possibilità per i genitori di persone con grave handicap. In seguito il decreto n. 119 /2001 ha fissato ulteriori condizioni. Da ultimo la sentenza della Corte Costituzionale (18 luglio 2013, n. 203) ha allargato la platea dei beneficiari
 °    coniuge coniuge convivente della persona disabile (non ricoverato a tempo pieno);
  • padre o madre, anche adottivi o affidatari, del disabile in caso di mancanza (assenza, divorzio, separazione legale o abbandono), decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente (la convivenza deve essere accertata);
  • uno dei figli (fratelli o sorelle) conviventi della persona disabile, nel caso in cui il coniuge convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • un parente o affine di terzo grado convivente del disabile nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori, i figli e i fratelli o sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.
    L’INPS ha precisato che il familiare del lavoratore disabile può beneficiare del congedo biennale retribuito a parte dello stesso disabile (messaggio n. 24705 del 30/12/2001).
    Al lavoratore viene erogata, per  il periodo del congedo (coperto da contribuzione figurativa), un’indennità che corrisponde all’ultima retribuzione. A corrisponderla è il datore di lavoro che la anticipa e poi la detrae dai contributi previdenziali che versa all’INPS. Durante il periodo di congedo bnon si maturano ferie, tredicesima e TFR. Il congedo non può superare la durata totale di due anni per ogni persona portatrice di handicap e nell’arco della vita lavorativa. La richiesta segue specifiche istruzioni a seconda del richiedente.
  • Dipendente pubblico: occorre presentare un’autocertificazione con stato di handicap, parentela con la persona da assistere, convivenza, dati anagrafici del lavoratore e del disabile, insieme alla certificazione di handicap grave; la domanda si presenta al dirigente responsabile.
  • Lavoratori assicurati INPS: si presenta un’autocertificazione sulla base di moduli previsti sul sito dell’INPS o presso le sedi territoriali in cui sono indicati precisi elementi come lo stato di handicap (con il certificato medico redatto ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della Legge n. 104/1992), la parentela con la persona da assistere, i dati anagrafici e quelli del lavoratore; la domanda si presenta all’INPS tramite il sito dell’istituto dotati di PIN, patronati o Contact Center multicanale (numero verde 803164).
    Congedo parentale esteso
    Il D.Lgs. 151/2001, agli art. 47 e segg. disciplina il congedo parentale fino ai 3 anni di età del figlio, in caso di grave malattia, per entrambi i genitori alternativamente. Fino agli 8 anni, invece, ciascun genitore può assentarsi a turno per 5 giorni l’anno. In caso di adozione, il congedo può essere prolungato fino ai 6 anni (fino ai 12, è fruibile per i primi tre anni di adozione o affidamento). Questi congedi non sono soggetti a visite fiscali e il datore di lavoro deve obbligatoriamente concederli. La malattia deve essere documentata con invio telematico all’INPS e al datore di lavoro. Durante il congedo si matura la retribuzione ed anche i contributi previdenziali ai fini pensionistici ma non le ferie nè la tredicesima.
    Contributi per baby-sitting o servizi per l'infanzia
    In cosa consiste il contributo economico utilizzabile, in alternativa al congedo parentale, per il servizio di baby-sitting e come accedervi.
    Permessi non retribuiti
    È possibile fruire del congedo biennale non retribuito per gravi motivi familiari (Legge 53/2000). Il congedo può essere richiesto dal dipendente pubblico o privato, è pari a due anni nell’arco della vita lavorativa e può essere utilizzato anche in modo frazionato. Durante tale periodo conserva il posto di lavoro ma non il diritto alla retribuzione, né può svolgere alcun tipo di attività lavorativa. I gravi motivi per cui è richiesto il congedo sono (Decreto Ministeriale 278/2000):
  • necessità derivanti dal decesso di un familiare;
  • situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell’assistenza di familiari;
  • situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo.
    Sono inoltre considerate “gravi motivi” le situazioni, escluse quelle che riguardano direttamente il lavoratore richiedente, derivanti dalle seguenti patologie:
  • patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale (incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche);
  • patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;
  • patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;
  • patologie dell’infanzia e dell’età evolutiva per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richieda il coinvolgimento dei genitori o del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale.
    Questi motivi devono riguardare: coniuge, figli anche adottivi, genitori, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle anche non conviventi, portatori di handicap parenti o affini entro il terzo grado. Il congedo può essere richiesto anche per i componenti della famiglia anagrafica indipendentemente dal grado di parentela, quindi anche in caso di famiglia di fatto.
    Richiesta
    Occorre allegare la certificazione rilasciata da un medico specialista del SSN o convenzionato. La domanda si presenta tramite autocertificazione al datore di lavoro che, entro 10 giorni, deve dare l’esito della richiesta potendo anche rigettarla. Occorre però motivare il diniego sulla base di ragioni organizzative e produttive che non consentono la sostituzione del dipendente, che può anche fare una nuova richiesta nei successivi 20 giorni

venerdì 4 dicembre 2015

Scadenze fiscali di dicembre

Tasse sulla casa (IMU, TASI e TARI, in molti Comuni), IVA, IRPEF e non solo: tutte le scadenze fiscali che attendono i contribuenti nel mese di dicembre.

Sta per chiudersi l’anno 2015, ma anche nel mese di dicembre non mancano le scadenze fiscali e le tasse da pagare e in cima alla lista vi sono proprio le imposte più odiate: quella sulla casa, ovvero TASIIMU e in molti Comuni anche la TARI.

IMU e TASI

L’appuntamento con le tasse sulla casa è fissato al 16 dicembre, quando i contribuenti dovranno versare il saldo TASI e IMU. Ricordiamo che la TASI deve essere pagata sia dal proprietario che dal detentore dell’immobile secondo le quote stabilite dal Comune di appartenenza. Dal 2016 la TASI sulla prima casa dovrebbe essere abolita, per effetto della Legge di Stabilità 2016. L’IMU deve essere versata per le seconde case, per gli immobili di lusso e per i terreni e le aree edificabili.

=> Saldo IMU-TASI 2015: le aliquote valide da applicare

TARI

La scadenza per il versamento della TARI, la tassa sui rifiuti, viene decisa autonomamente dai vari Comuni, molti dei quali l’hanno accomunata con quella per le altre imposte sulla casa.

IVA

Scadenza fiscale fissata al 16 dicembre anche per il versamento dell’IVA, che riguarda coloro che liquidano l’importo mensilmente, va effettuato tramite modello F24, inserendo il codice tributo 6001. Imprese e professionisti con il regime IVA ordinario devono invece versare entro il 28 dicembre l’acconto IVA, sempre utilizzando il modello F24.

=> Contabilità e Fisco: scadenze e guide

IRPEF

Il pagamento IRPEF, da effettuare entro il 16 dicembre, riguarda i sostituti d’imposta, i quali devono versare le ritenute alla fonte a titolo di acconto su:
  • i redditi da lavoro dipendente o assimilati corrisposti nel mese precedente;
  • i redditi da lavoro autonomo corrisposto nel mese precedente;
  • le provvigioni corrisposte nel mese precedente per rapporti di agenzia, mediazione, rappresentanza o commissione.

Elenchi INTRASTAT

Entro il 28 dicembre gli operatori intracomunitari dovranno presentare gli elenchi INTRASTAT sulle cessioni, gli acquisti e le prestazioni di servizi intracomunitari relativi al Imese di ottobre

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Scadenze fiscali divise per mese

sabato 14 novembre 2015

Contro la dispersione scolastica, una 'non scuola' milanese | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata

Salve,  
parte da Milano il progetto della " NON SCUOLA ".
Un percorso sperimentale " unico al mondo " che parte dal riconoscere che anche nella Nostra città c'è un alto tasso di abbandono scolastico in età adolescenziale che spesso sfocia nel disagio sociale preludio ad un futuro border line o peggio.
Allora che fare?
Niente di meglio che portare la scuola fuori dalle scuole, verso i ragazzi e le Loro vite, un'Agorà moderna ed antica al tempo stesso.
Il progetto è assolutamente semplice quanto geniale, di grande spessore pedagogico oltre che sociale del quale potrete leggere i dettagli in allegato.
Bellissima iniziativa... complimenti a Tutti.
G
Contro la dispersione scolastica, una 'non scuola' milanese | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata

venerdì 13 novembre 2015

LA VOCE DEGLI INVALIDI :Lioni – Salzarulo: “Il lavoro: opportunità o piaga sociale?”

Nei giorni scorsi un uomo si è presentato più volte davanti al Comune – si legge nella nota del
sindaco di Lioni Rodolfo Salzarulo –  con un cartello che recava scritto “Il lavoro è un mio diritto” e citava la legge 12 marzo 1999, n. 68 che, all’articolo 3 dice, tra l’altro: “1. I datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie di cui all’articolo 1 nella seguente misura: a) sette per cento dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti; b) due lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti; c) un lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti.”
È troppo evidente che un invalido civile fisico, con moglie e figlio a carico e una pensione di soli 280 euro al mese, avverta e manifesti tutta la propria delusione nei confronti di uno Stato e una società che non riesce a garantire una vita con un minimo di dignità ai suoi cittadini.
È altrettanto evidente che questa delusione, e la conseguente rabbia composta, venga ad esprimerla davanti alle porte del Comune, che è il primo ingresso dello Stato sul territorio. Sono stato costretto, mio malgrado, a dare l’unica risposta possibile: “l’Amministrazione comunale, non può essere utile, in questo momento storico, a dare risposte a questo enorme problema”. Infatti, in conseguenza di pensionamenti successivi, stiamo riducendo costantemente personale e non riusciamo a sostituirlo per i vincoli del D.L. n.78/2010.
Certo, in considerazione delle unità in servizio presso il Comune di Lioni, come nella maggioranza degli Enti Locali dell’area, avrebbe dovuto esserci almeno un disabile. Il fatto è che quasi tutti i dipendenti dei nostri Comuni sono stati assunti per leggi speciali nel dopo- terremoto e, con questo, si è andati oltre il dettato della legge 68/1999, di tutela delle persone disabili. Questa è, però, la condizione per cui gran parte degli impiegati negli Enti Locali, si trovi nello stato di prossimità della pensione.
Di conseguenza, questo potrebbe essere il momento buono per tenere in conto le condizioni delle persone con disabilità. Ma si tratta solo una condizione di prospettiva: il bisogno, invece, è tristemente attuale ed è questo che motiva il grido di dolore. Infatti, ci sono aziende private che comunque, in questi anni, hanno proceduto a fare assunzioni di personale; ne hanno assunto in quantità e ben oltre i limiti della legge; non ci risulta che abbiano in organico persone con disabilità!
È auspicabile che nelle prossime occasioni ci sia un maggiore controllo pubblico sul rispetto delle norme di tutela. Mentre è il caso che, gli uffici preposti al controllo, guardino con attenzione alle assunzioni imminenti, dopo lunghi anni di fermo, nelle ASL e nella scuola, con riferimento al personale tecnico e amministrativo. Sono le opportunità più vicine nel tempo, ed è necessario che in esse la legge di tutela degli invalidi venga rispettata e non aggirata.
Perché il bisogno di lavoro è divenuto oggi, più che in ogni altro momento della storia, una pressante priorità: morale e sociale. Se è possibile stabilire una priorità tra i due termini, il primo è certamente il più impegnativo, specie per le categorie “protette” che, ultimamente, lo sono più sulla carta che nella realtà.
Nella qualità di Sindaco del Comune di Lioni devo levare un grido di dolore più alto proprio da questa comunità che, dall’inizio della crisi, soffre nelle forme più acute di questa mancanza. E la crisi, in questa comunità, è tanto più violenta perché con circa 1000 partite IVA su 6200 abitanti, è chiaro che la mancanza di lavoro si scarichi a valanga sulle singole attività. Ha origine come effetto della riduzione dei consumi e si pone, quindi, come causa di un ulteriore peggioramento. E non si vedono all’orizzonte immediato segnali che possano invertire concretamente questa tendenza, almeno nei tempi brevi.
Oggi lancio un appello a chiunque abbia la sensibilità, l’opportunità e il potere di fornire risposta nei fatti all’esigenza espressa da questo cittadino: un lavoro dignitoso e in tempi brevi

LA VOCE DEGLI INVALIDI : Lioni – Salzarulo: “Il lavoro: opportunità o piaga...: Nei giorni scorsi un uomo si è presentato più volte davanti al Comune – si legge  nella nota del sindaco di Lioni   Rodolfo Salzarulo  – ...

mercoledì 4 novembre 2015

Viaggi a Lourdes, Gallera: con malati e volontari per migliorare trasporto


Io Invalido del Club in MoVimento TI INFORMO on line
Da oltre un secolo il trasporto in treno delle persone con disabilità per Lourdes avviene l'assessore regionale al Reddito di Autonomia e Inclusione Sociale Giulio Gallera, commentando l'approvazione all'unanimità, da parte del Consiglio regionale, della mozione 'Treni speciali trasporto malati verso Lourdes'.attraverso l'organizzazione di treni speciali e grazie alla straordinaria attività di volontariato di centinaia di persone che mettono a disposizione gratuitamente il proprio tempo ed energie per puro spirito di carità rendendo possibili viaggi di speranza e fede a migliaia di persone. Le principali associazioni lombarde che organizzano questo tipo di viaggi sono l'Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) e l'Oftal (Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes), che, negli ultimi anni, purtroppo hanno registrato inefficienze, ritardi e mancanza di servizi adeguati e specifici, problematiche riportate nella mozione discussa". Lo ha dichiarato

"Tutte queste persone, malati e volontari, - ha proseguito Gallera - hanno il diritto di vivere questa esperienza positiva che è il pellegrinaggio, fatta di grandi aspettative, nel migliore dei modi possibile. Soprattutto i malati hanno il diritto di potersi muovere liberamente e dignitosamente. Alla luce di tutto questo, le difficoltà e le problematiche evidenziate dalla mozione non sono assolutamente tollerabili".

  1. "Regione Lombardia, pur non avendo reale potestà e quindi nessuna capacità risolutiva sulla questione, e poiché il trasporto dei malati a Lourdes è un servizio regolato da un rapporto privatistico tra Unitalsi, Oftal e Trenitalia - ha concluso l'assessore -, garantisce il proprio impegno a supportare queste associazioni nel confronto con Ferrovie dello Stato e Trenitalia, per ottenere un maggior numero di treni speciali che siano adeguati alle condizioni di salute e ai bisogni dei malati e siano oggetto di costante e attenta manutenzione, che assicuri condizioni di viaggio dignitosi".
LA VOCE DEGLI INVALIDI : Viaggi a Lourdes, Gallera: con malati e volontari ...: Da oltre un secolo il trasporto in treno delle persone con disabilità per Lourdes avviene l'assessore regionale al Reddito di Autonomia...

martedì 3 novembre 2015

LA SCUOLA LOMBARDA IN RETE

 [Una Corretta Informazione per Garantire Regolarità e Trasparenza della Scuola]


Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca
Regione Lombardia istruzione formazione professionale e lavoro
UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER LA LOMBARDIA

UST BERGAMO


UST BRESCIA 


UST COMO
UST CREMONA
UST LECCO
UST LODI
UST MANTOVA
UST CITTA METROPOLITANA MILANO
UST  MONZA E DELLA BRIANZA
UST PAVIA
UST SONDRIO
UST VARESE

REDAZIONE